Tessitura

La TRAMA è un settore della cooperativa Voloentieri che si propone di perseguire l’interesse alla promozione umana attraverso attività finalizzate all’integrazione lavorativa di persone socialmente svantaggiate recuperando gli antichi telai e riscoprendo la preziosa tradizione della tessitura a mano che affonda le sue radici nel nostro passato e nella nostra cultura.

Quella che una volta era un’occupazione invernale delle donne contadine, che provvedevano in questo modo a tutti i bisogni “tessili” della famiglia, dal corredo nuziale ai diversi panni di uso domestico, utilizzando fibre naturali, come la canapa e il cotone che in molti casi coloravano da sole, ora può essere fonte di un sano riappropriarsi di una manualità creativa e ricca di storia, di un fare a misura di sè.

Nel laboratorio la trama è stata sperimentata in questi anni la valenza terapeutica dell’arte del tessere. Dal 2009 un’anziana signora ha messo a disposizione il suo sapere e si è riscontrato che, avvicinarsi a un antico telaio in funzione e imparare a utilizzarlo, se praticato con cura e assiduità, permette di socializzare, misurarsi e confrontarsi con gli altri. Inoltre quest’attività, grazie alla sua ripetitività ritmica, è particolarmente adatta a quanti presentano difficoltà per lavori più complessi; allo stesso tempo potenzia la capacità di concentrazione e stimola la creatività individuale.

Raccogliere i saperi e le testimonianze di chi ancora ricorda, insieme ai manufatti tramandati di generazione in generazione è un’altra importante azione che questo laboratorio si propone.

Lo studio più significativo è stato fatto sul tessuto a Corona, tessuto con motivo decorativo tipico della terra d’Abruzzo, lavorato con il telaio manuale tradizionale a sei licci con la tecnica del “liccio mastro”.

Ogni manufatto tessile è un oggetto d’arte che racchiude, preserva e tramanda i valori e le tradizioni di un popolo. È un libro che narra la cultura popolare attraverso una scrittura fatta di “segni” particolari e preziosi, di moduli decorativi, cioè, frutto dell’eredità che le varie dominazioni (araba, bizantina, normanno-sveva, spagnola, francese) hanno lasciato nel tempo e che hanno raggiunto anche l’Abruzzo, motivi via via arricchiti, abbelliti e perfezionati dalla trasmissione orale e dall’attitudine delle singole tessitrici.

Quella della tessitura è un’arte antica e sapiente. Ne abbiamo testimonianza nelle più antiche civiltà, da quella egizia a quella greca, nell’Iliade e nell’Odissea di Omero, nelle Metamorfosi di Ovidio in cui Aracne, tessitrice abile e sfrontata, osa sfidare Minerva, dea tutelare di quest’arte, che ne punisce l’insolente superbia trasformandola in ragno. Anche nella Bibbia i riferimenti sono numerosi (cfr Es 3,8 Dt 26,9 Is 38,10 At 18,3).

La pratica della tessitura è una sorta di compendio del la storia dell’umanità, che in essa viene ripercorsa attraverso gesti che, ripetendosi ritmicamente, portano alla composizione di un tessuto, analogia della vita che, nel sussegui r si uguale di ogni giorno, compie il “disegno” di ciascun uomo. Il tessuto è il risultato dell’intreccio perpendicolare d i una serie di fili di ordito e di trame.

Per ottenere un tessuto a disegni occorre inserire i fili dell’ordito nei licci secondo un certo schema, sol levare i licci ad ogni passata della navetta e battere adeguata men t e: il pettine contro la trama per l’assestamento. Nella 1 radi zione, il disegno veniva tramandato oralmente Vi sono, però, delle eccezioni, dei documenti rari e preziosi, pagi ne sapientemente quadrettate, sulle quali, con croci o punti, venivano “appuntati” schemi e disegni per conservare memoria dei passaggi più complessi. Numerosi motivi decorativi si basano sulla pura geometria, altri riproducono simboli (fitomorfi, zoomorfi, antropomorfi) anche se stilizzati.

Nel motivo a “corona”, tipico della nostra t radi zione, i segni geometrici più utilizzati sono: il quadrato, il rombo, la croce, il cerchio. Nel tema decorativo le singole figure si mescolano, si mimetizzano, divenendo armoniosamente parte del tutto, per poi riemergere, se si osserva con attenzione, in tutta la loro forte valenza simbolica.

IL QUADRATO

Nella sua opposizione al cerchio (simbolo della perfezione e, quindi, di Dio), corrisponde al corpo, alla terra, al piano fisico. I quadrati riempiti a scacchiera rappresentano il campo coltivato, la terra fertile che dà frutti. Sono quindi augurio di prosperità.

IL ROMBO

Evoca la forma della serratura, che presiede all’apertura o alla chiusura della porta, allegoria di quelle del cuore e dell’anima.

LA CROCE

L’unità di base del disegno è la croce bizantina, a braccia uguali. La croce, nella struttura decorativa, è l’elemento base, frutto dell’incrocio tra l’asse orizzontale e quello verticale, essenza dell’arte tessile. Nella parte centrale del motivo a “corona” è presente la croce in diagonale. Il centro è contraddistinto da una riquadratura, che rappresenta un labirinto essenzializzato dal duplice significato: da un lato evoca un centro affettivo trovato, dall’altro la difesa degli affetti.

IL CERCHIO

Simboleggia l’eterno ricorso, senza inizio né fìne, la compiutezza, l’omogeneità; è segno di armonia, attraverso la dolcezza delle curve; nella sua opposizione al quadrato, incarna il Cielo: è dunque simbolo della perfezione, dell’eternità, dello spirito, dell’immaterialità dell’anima. I quadrati, in successione, sembrano formare il cerchio: è la famosa “quadratura del cerchio”, espressione della continua tensione Terra-Cielo.

LA MELAGRANA

I “cerchi”, intersecandosi, rimandano all’immagine della melagrana, frutto sacro ad Afrodite, simbolo di fecondità e di prosperità, di onestà e di correttezza, di produttività e di abbondanza.